2019 – Programma

Programma_Quantum Italia Brescia 2019

Venerdì 15 marzo 2019

SESSIONE MATTINO: PLENARIA h. 09:00-13:00

IL TOCCO NELLA PRATICA CLINICA


h. 08:30 Registrazione partecipanti
Dalle 8,30 alle 9,00 sarà possibile registrarsi al desk per ricevere badge nominale e kit del congresso

h. 08:50 Inizio lavori & Welcome - Andrea Manzotti, Paolo Villani
Il dott. Paolo Villani, Direttore dell’Ospedale Fondazione Poliambiulanza e il Dott. Andrea Manzotti osteopata e ideatore di questo evento, assieme al Dott. Francesc Cerritelli, introducono i lavori e il core del congresso 

h. 09:00 Generalità sul tocco - Francis Mcglone
 Si approfondirà la percezione nel cervello del percorso dai recettori tattili della pelle sino al tocco – l’asse derma/cervello – e inoltre si indagherà il perché abbiamo due sistemi tattili della pelle – uno veloce e uno lento. Il senso del tatto è fondamentale, per un organismo, per rilevare il suo ambiente ma ha anche una seconda funzione sociale che, nel corso dell’evoluzione umana, ha raggiunto oggi il suo apice. Proponiamo un sistema recentemente identificato – e basato su evidenze scientifiche – di nervi sensibili al tatto che forniscono il substrato neurobiologico a un secondo sistema tattile che va a codificare gli aspetti emotivi del contatto col derma. Questi nervi – chiamati afferenti c-tattili (CT) – si ipotizza svolgano un ruolo fondamentale negli aspetti di protezione e socializzazione di un cervello in crescita, nella regolazione dello stress e dell’asse HPA, nella regolazione dell’umore e dei sistemi di ricompensa endogena.

h. 09:40 Aspetti multisensoriali del tocco
Contenuti in lavorazione 

h. 10:10 La multisensorialità: presente e futuro - Luca Ramenghi
Contenuti in lavorazione 

h. 10:40 Discussione
  

h. 11:10 Coffee Break

h. 11:30 Affective Touch e qualità dell’attaccamento - Pietro Zingaretti
La piacevolezza del tocco affettivo e il contatto skin-to-skin veicolano informazioni di tipo sensoriale ed emotivo, promuovendo legami affiliativi e interazioni sociali. Nella prospettiva del Social Touch, la qualità del caregiving e le prime esperienze tattili affettive contribuiscono alla regolazione emotiva e pongono le basi per le future capacità relazionali. Nel contesto di pattern di attaccamento disfunzionali tali capacità tendono a risultare carenti o problematiche. In questo contributo presenteremo uno studio che mette in evidenza come la percezione del tocco affettivo sia modulata dalle esperienze di cura e dalla qualità dell’attaccamento adulto. Riflessioni conclusive saranno rivolte alle implicazioni cliniche, in particolare riguardanti alcune specificità individuali nella percezione del tocco.

h.12:00 Dal corpo alla coscienza del sé: La percezione del tocco affettivo nelle patologie alimentari - Laura Crucianelli
Il tocco affettivo gioca un ruolo chiave nel mantenimento del benessere psico-fisico nell’uomo, e non solo. In particolare, recenti studi hanno mostrato come il tocco affettivo, mediato dal sistema afferente CT, sia un pilastro fondamentale per lo sviluppo del senso del sé corporeo. In questo intervento, discuterò dati sperimentali che evidenziano come la percezione del tocco affettivo sia alterata nel caso di patologie alimentari, ed in particolare anoressia nervosa. Dato lo stretto legame tra tocco affettivo e percezione del sé corporeo, queste evidenze suggeriscono una potenziale relazione tra sistema tattile affettivo e distorsioni nella percezione corporea che si osservano dell’anoressia nervosa. Il mio approccio di ricerca si colloca nel contesto dell’ “embodied cognition”.

h. 12:30 Discussione
 

h.13:00 Lunch break

 

SESSIONE POMERIGGIO: WORKSHOP h. 14:30-17:00

La partecipazione al workshop è opzionale e inclusa nella quota di iscrizione al congresso.
Per ogni workshop, è previsto un massimo di 30 partecipanti.
Clicca sul workshop di tuo interesse per leggere l'estratto.


 WORKSHOP 1 
Evoluzione del tocco affettivo: elementi teorici e pratici ed applicazione in ambito neonatologico-osteopatico 
F. Mcglone,  F. Cerritelli, A. Manzotti

WORKSHOP 2 
Osteopatia, un valore aggiunto nel trattamento del bambino con Paralisi Cerebrale Infantile
 
A.Aquino, M.Gori

WORKSHOP 3 
Tocchiamo la mente di un genitore con poche parole: alcuni consigli pratici per migliorare la comunicazione e le interazioni in TIN
M.Florita

WORKSHOP 4 
Infant and family-centred care secondo il metodo NIDCAP

N.Bertoncelli

 

CENA DI GALA

Venerdì 15 Marzo 2019 alle h 20.30 In una suggestiva location, limitrofa alla sede congressuale.

Sabato 16 marzo 2019

SESSIONE MATTINO: PLENARIA h. 09:00-13:00

IL TOCCO NELLA PRATICA OSTEOPATICA

 

09:00 Disregolazione neuronale e il dolore - R. Cattaneo & A. Manzotti
Il “dolore” è uno tra i fenomeni più salienti della vita di un essere vivente e la sua presenza è uno dei motivi più frequenti per cui viene richiesto l’intervento clinico. La ricerca di base e clinica si è concentrata, negli anni passati, sul chiarimento delle vie e dei centri nervosi che codificano, trasmettono e modulano le informazioni sensoriali definite “nocicettive”. In questo senso, la ricerca ha anche affrontato i meccanismi molecolari che in periferia giustificano l’originalità delle vie che trasmettono la nocicezione.
I notevoli progressi ottenuti attraverso tali studi hanno anche permesso di capire che le vie e i segnali che sono trasmessi e modulati lungo l’asse del sistema nervoso periferico e centrale sono così complessi e interconnessi a vario livello che la comprensione del fenomeno dolore non può essere limitata alla conoscenza dei meccanismi molecolari e recettoriali a livello periferico e delle prime stazioni nervose. La IASP e l’OMS mettono in guardia dall’usare come sinonimi dolore e nocicezione e propongono un comportamento molto cauto nel trasferire al dolore clinico umano i risultati della ricerca sul dolore periferico sperimentale ottenuti sugli animali.
In effetti, se dal punto di vista del dolore acuto spesso è possibile correlare una lesione o un danno periferico con i meccanismi molecolari che presiedono alla recezione degli stimoli nocicettivi e con le vie che trasportano al midollo tali segnali, nel caso, invece, del dolore cronico tutto ciò è molto più complesso: spesso il dolore cronico e la quantità di sofferenza patita non è proporzionale con il tipo di lesione periferica e, quindi, di attivazione dei meccanismi suddetti. Il significato del dolore è altresì diverso in caso di dolore acuto e cronico, tanto da rendere molto difficile assegnare un ruolo fisiologico alla gran parte del dolore. Allo stato attuale il dolore è considerato un’esperienza soggettiva multidimensionale, intendendo con tale termine il fatto che convergono sulla definizione di dolore aree diverse del comportamento e della risposta ad uno stimolo in atto o ipotetico. Esiste una componente sensoriale, una emotivo-affettiva, una cognitiva e una motoria che si intersecano sempre e indissolubilmente l’una con le altre per dare origine a ciò che l’individuo denuncia come dolore ed al significato che ad esso attribuisce. Talora, il dolore è presente senza che lo sia la lesione periferica.
Il dolore è più di una sensazione, è una percezione e come tale non è semplicemente un trasferimento dalla periferia al centro di uno stimolo di natura più o meno specifica. Inoltre, il dolore si apprende e i processi legati alla memoria ed alla sua cancellazione devono essere tenuti in conto nella comprensione di questo fenomeno biologico ad alto significato esistenziale.
Durante la relazione verranno prese in considerazione le vie anatomo fisiologiche periferiche e centrali correlate al dolore; particolare attenzione verrà posta nel discutere gli aspetti della cronicizzazione. Inoltre, sarà fatto cenno allo sviluppo perinatale delle suddette vie e all’importanza che in tale periodo hanno gli stimoli sensoriali nel determinare la formazione di vie preferenziali di trasmissione, apprendimento e modulazione del dolore per il resto della vita.

09:40 Il tocco in Poliambulanza - Caterina Mor
 Dal 2014 ad oggi l’Osteopatia è presente in Poliambulanza nel Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale; verrà presentato brevemente il lavoro svolto. Verrà fatto accenno dei vari tipi di tocco a cui sono sottoposti i nostri piccoli prematuri, dalla sala parto dove nascono spesso da situazioni di emergenza e dove vengono rianimati, all’accoglienza in Terapia Intensiva, dove sono sottoposti a varie procedure, spesso dolorose. Il neonato pretermine ha bisogno di ricevere cure e attenzioni da tutto il personale della Tin, per il sostegno e la promozione del suo migliore potenziale di crescita. Recentemente la nostra attenzione si sta concentrando sull’esplorazione di che ruolo possa avere l’Osteopatia nel controllo del dolore del neonato in alcune procedure dolorose e all’interno della saturazione sensoriale. 

10:00 Il tocco come elemento placebo - Giandomenico D'Alessandro
Il tocco osteopatico, dotato di precise specificità di durata, direzione, forza e stato attentivo dell’operatore, ha specifiche finalità diagnostiche e terapeutiche. Il tocco placebo apre, accompagna e chiude l’incontro clinico avendo principalmente finalità relazionale. Esso non ha le specificità del tocco osteopatico ma è in grado di produrre dei cambiamenti della condizione psico-fisica del paziente.
Soprattutto in determinate tipologie di pazienti, il tocco placebo (insieme agli altri stimoli placebo) potrebbe preparare il “terreno-paziente” all’azione specifica del tocco osteopatico. Pertanto il tocco placebo, quando è mosso dai motori del disinteressato affetto e della genuina empatia , rappresenta un prezioso ma tuttora sconosciuto alleato per il raggiungimento del miglioramento clinico.

10: 20 Il tocco nella futura pratica osteopatica - Francesco Cerritelli
Il tocco è un elemento fondamentale in ambito osteopatico ma anche in altre professioni di terapia manuale. Recentemente è stato suggerito che le tecniche manipolative dovrebbero essere viste come un veicolo per fornire effetti tattili, che possono avere un’influenza positiva sul senso di “sé”, il benessere e l’immagine corporea, nonché una profonda influenza sull’individuo. In questa presentazione verranno discussi in modo critico i potenziali meccanismi attraverso i quali la stimolazione dei sensi cutanei può esercitare effetti fisiologici e psicologici benefici, modulare il dolore, ridurre il carico allostatico e promuovere il benessere fisico e mentale.
In particolare, verranno discusse in modo critico come le afferenze c-tattili, che rispondono in modo ottimale a un tocco delicato e lento, possano svolgere un ruolo diretto e significativo nell’efficacia dell’osteopatia e di altre terapie manuali

10:40 Discussione
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11:10 Coffee break
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11:30 La criticità dell'approccio multidisciplinare in TIN - Gianluca Lista
 Contenuti in aggiornamento

12:00 La multidisciplinarità e il pensiero sistemico per la sicurezza e la qualità nei sistemi sanitari - Tommaso Bellandi
Gli esiti dei servizi sanitari sono determinati dalle relazioni tra numerosi attori che ricoprono ruoli diversi nel percorso di cura di un paziente, nonchè dalle interazioni con gli strumenti all’interno di un ambiente di lavoro fortmente regolamentato. Per poter comprendere i fattori di rischio così come i fattori di successo di una prestazione assistenziale è necessario adottare la prospettiva sistemica e coinvolgere professionisti di diversa estrazione culturale, combinando le competenze specialistiche con quelle nelle scienze umane ed organizzative. In particolare, nei servizi sanitari in cui un fallimento può procurare la perdita di uno o più pazienti, è fondamentale dotarci di sistemi di gestione della sicurezza in grado di integrare gli impegni degli operatori di prima linea con il management per anticipare e controllare i rischi, in una logica di cooperazione interprofessionale.

12:30 Discussione
 

13:00 Lunch Break

SESSIONE POMERIGGIO: DIBATTITO

14:30 - 16:00 

Le best practice e i sistemi sanitari: un dibattito multidisciplinare

MODERATORI: Andrea Manzotti – Francesco Cerritelli

L'uso prospettico della traduzione clinica delle conoscenze scientifiche e dell’esperienza con il paziente può aumentare la probabilità di generare miglioramenti significativi nelle pratiche di assistenza sanitaria.
Un esempio di questa creazione e applicazione della conoscenza è la serie di studi condotti da team multidisciplinari in ambito neonatale. In seguito a una serie di trial clinici e alla sintesi di prove relative alle migliori pratiche per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione di patologie neonatali, la comunità scientifica comincia ad aprirsi a un percorso multidisciplinare basato sulla certezza e sul consenso per le cure neonatali “integrate” negli ospedali.
Lo scopo di questo dibattito è redigere un documento comune che rappresenti un modello d’intervento multidisciplinari che possa essere utilizzato in tutte le realtà sanitarie dettagliando i passi compiuti in questo percorso - evidence-based - e attraverso un processo di “conoscenza per l'azione” discutere sulle prospettive di sviluppo considerando gli aspetti clinici, scientifici, dei decisori politici, degli stakeholder, dei pazienti e delle famiglie.

Interverranno europarlamentari, esperti in salute pubblica, direttori di unità operative complesse, ricercatori, rappresentati di associazioni di famiglie, clinici e famiglie.

16:00 Coffee Break

16:30-18:00

L'osteopata pediatrico del futuro
Quali prospettive per la formazione, la ricerca e la pratica clinica


18:00 Chiusura dei lavori congressuali

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