2020 – Workshop

Workshop 1 - Gli approcci multidisciplinari in neuroriabilitazione pediatrica

(A. Medici, F. Loiaconi, M. Montesi)

Nei primi anni di vita il bambino attraversa importanti processi maturativi e progressivamente acquisisce competenze psicomotorie, cognitive, comunicative, emozionali.
Nell’ambito delle patologie neurologiche pediatriche, data l’estrema delicatezza e complessità del tempo dello sviluppo, si ritiene imprescindibile un intervento di tipo multidisciplinare che sostenga l’emergere delle varie competenze del bambino.
In particolare in questo workshop verranno presentati 2 casi clinici: una bambina affetta da una sindrome genetica rara e un bambino con un ritardo non specificato dello sviluppo, prematurità e torcicollo congenito. Se ne discuteranno gli aspetti valutativi, si condivideranno i percorsi neuroriabilitativi multidisciplinari intrapresi e quelli possibili, si discuteranno i potenziali scenari di ricerca.

Workshop 2 - Integrazione sensoriale e modulazione attentiva e menestica

(F. Cerritelli)

Il workshop fornirà informazioni sull’applicazione pratica delle conoscenze sull’integrazione somatosensoriale e consentirà ai partecipanti di sperimentale come la variazione delle informazioni somatosensoriali possa modulare le capacità di percezione sia del paziente sia dell’operatore. Inoltre verranno discussi due elementi importanti per la percezione: l’attenzione e la memoria e come queste attività cerebrali possono modulare in maniera “top-down” le caratteristiche di integrazione somatosensoriale.

Workshop 3 - Una nuova prospettiva per la disfunzione somatica in osteopatia: il modello di variabilità

(A. Bergna, L. Vismara, G. Parravicini, F. Dal Farra)

L'osteopatia utilizza tecniche di manipolazione per sostenere le funzioni fisiologiche e le capacità di adattamento. Queste condizioni sono alterate dalla presenza della disfunzione somatica (DS), una funzione alterata del sistema muscolo-scheletrico e dei sistemi ad esso correlati. Nonostante l'uso diffuso della DS nella pratica clinica e nella formazione osteopatica, la ricerca ha mostrato fino a oggi risultati non soddisfacenti in termini di affidabilità e validità. 

L’obiettivo del workshop è di proporre una nuova prospettiva per la DS che comporta una diversa valutazione palpatoria dei suoi segni clinici: il "modello di variabilità".

Questo modello sostiene l’importanza della valutazione della variabilità motoria nella zona neutrale per rilevare la DS. La zona neutrale rappresenta quella parte del range di movimento attorno alla posizione di riposo, dove il movimento avviene con il minimo della resistenza espressa dai sottosistemi passivi (legamentosi) e attivi (muscolari).

Il modello di variabilità interpreta diversamente la semeiotica della DS correlandola all’autoregolazione e all’adattamento corporeo, utili per mantenere una condizione di salute. Questo paradigma si propone di migliorare l’affidabilità dell’esame obiettivo caratterizzante in osteopatia, considerando l’incremento della percezione tattile e la riduzione della deformazione tessutale dovuti alla forza delicata applicata nella valutazione della variabilità motoria all’interno della zona neutrale.